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maratonadivalencia racconti Dec 20, 2021
Bisogna proprio cliccare "Termina programma"? 
 
La sensazione è un po' quella di dover lasciare andare la mano di coloro ti hanno guidato per un anno. 
 
E' quella di restare impalati a fissare il vuoto: non dover più aspettare lunedì per vedere di che fatica sarà fatta la tua settimana, quali incastri magici dovrai architettare per riuscire a tenere insieme tutti i pezzi, tra famiglia,lavoro, affetti, amicizie... 
 
Tanto è stato l'aspettare i 42 km, tanto l'investimento di tempo e di emozioni, tutte costruite passo-passo, e tanta è stata la consapevolezza di avere imparato, grazie al confronto, quanta differenza ci sia tra motivi ed obiettivi, tra mangiare ed alimentare, tra qualcosa di fine a se stesso e qualcosa che sa andare oltre a te stesso. 
 
Valencia è stato questo.

Andare oltre a ciò che si immagina possibile, avere energie e urgenza di raccontarselo e raccontarlo ogni giorno, entusiasmarsi delle piccole conquiste raggiunte durante il viaggio.

Valencia è stato avere ad un certo punto la percezione che mente e corpo fossero disconnessi: le gambe che giravano per inerzia  e la testa che le guardava... stupendosi e meravigliandosi in quell'attimo in cui sono tornate a "filare all'unisono".
 
Mente e corpo, cuore e anima, piedi e polmoni, gambe e braccia, tutto che tentava di andare per conto proprio...ed è in quel momento che e' arrivato come una botta il motivo per cui stavo pestando tutto quell'asfalto, seguendo quella linea blu che imperterrita segnava la strada: quello dell'amicizia vera a cui ho dedicato tutto questo viaggio lungo un anno, quello della cura che bisogna avere per se stessi per poter star bene con gli altri, quello della dignità che ogni nostro sogno merita.
 
Valencia e' stata sorrisi, battiti di mani, rulli di tamburi a scandire un tempo reale ed un tempo virtuale, colori e suoni che non avevano lingue o appartenenze.
 
Ho respirato una profonda umanità ed un profondo rispetto, e la comunione con "quante mila persone" con le scintille nelle gambe, a sudarsi la strada e a tenersi stretto un sogno, da liberare con le braccia alzate appena oltrepassato il traguardo.
 
Valencia e Silvia sono state questo. 

Oggi puoi fare anche tu il percorso dei nostri ragazzi.

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