Ritorna al blog

La rinascita di Davide... Da 140 kg alla maratona di Berlino

racconti Sep 30, 2021
 
Metabolizzare un’esperienza come questa non è semplice.
Non bastano solo le parole per descriverla perché è una di quelle esperienze che per assumere il vero valore di completezza va vissuta.
 
Qui posso solo sintetizzarla con pochi piccoli istanti e ricordi di un percorso che mi ha portato a viverla.
 
Aprile 2019: 39 anni, 138 kg.
Mio figlio Enea ha quasi 2 anni e mentre lo porto su a letto (una breve rampa di scale) per dormire sperimento qualcosa che mai avevo sentito prima.
Tachicardia e affanno. Sperimento una paura fortissima che con mio figlio tra le braccia si raddoppia.
 
 
Maggio 2019: Decido di migliorare le mie abitudini alimentari e di ricominciare a correre. Contemporaneamente inizio a seguire qui su Fb la pagina Run To Feel Better e mi commuovo per le storie di tantissimi di loro.
Sogno di poter far parte di questo straordinario progetto ma mi sembra al tempo stesso qualcosa di molto lontano da me.
 
Inizio Dicembre 2019: Ho continuato a correre con costanza per tutti questi mesi perdendo anche più di 30 kg e questo mi ha regalato l’energia di partecipare a un contest che Michele Stefani lancia... quello di prendere un gruppetto di persone che nel 2020 hanno intenzione di correre la loro prima Maratona .
 
Con mia grande felicità la mia storia viene selezionata e entro a far parte del loro programma. Un percorso che giorno dopo giorno diventa anche mio. Il gruppo di ragazzi che con me partecipa a questo programma è un gruppo di persone determinato e che si incoraggia per ogni momento di crisi.
 
A Marzo 2020 però arriva il Covid a scombussolare tutti i nostri programmi.
Molte persone nel gruppo non si allenano più..
Ma è proprio in questo momento che io decido di dare tutto me stesso.
Continuo ad allenarmi 4 volte a settimana, correndo anche intorno al mio isolato per 10-15-18 km.
Nel giugno 2020 corro la mia prima mezza maratona virtuale il giorno del RuntoFeelBetter Day.
 
E a Ottobre 2020 raddoppio correndo la mezza maratona di Pisa.
 
Nel 2021 decido di partecipare alla maratona di Berlino affascinato dalle storie del grande RuntoFeelBetter Marcello, mio conterraneo siciliano, e con una storia di vita pazzesca che fin da subito mi colpì e mi ha motivato.
La data è il 26 Settembre e questo vuol dire che gran parte della preparazione dovrà essere fatta durante i mesi estivi più caldi. Se c’è una cosa che odio è correre d’estate. Chi mi ha visto correre e mi conosce sa che amo correre in gennaio alle 5 di mattino quando il freddo ti paralizza le mani e la corsa ti riscalda passo dopo passo con la sua adrenalina naturale.
Di conseguenza la mia preparazione non viene eseguita al massimo e complici anche le ferie salto il lungo più importante quello dei 32 km.
Sono di conseguenza consapevole che quel 26 Settembre non sarà una passeggiata perché non sono mai andato oltre i 28 km in allenamento.
E inoltre quell’unica volta che li ho fatti sono stati una vera agonia.
 
Ma ieri , 26 Settembre 2021, sarà una giornata che non dimenticherò mai.
Questo lo so.
Perché quando sono arrivato al 26esimo km qualcosa è accaduto.
Le gambe e i polpacci iniziano a diventare di marmo.
E la testa mi sussurra continuamente di fermarmi.
E allora la assecondo e iniziò a camminare.
 
Cammino, ma un passo dopo l’altro quel camminare diventa uno zoppicare fino a quando mi fermo e mi siedo su un marciapiede laterale, valutando con i miei pensieri di abbandonare la gara.
 
Ero intorno al 31esimo km.
Prontamente un altro runner spagnolo si ferma con me e mi porge una crema all’arnica mentre un medico mi aiuta ad alleviare i crampi.
Resto già meravigliato in quell’istante di quanta umanità ci sia in quell’istante.
In un mondo dove se qualcuno è a terra tendiamo a girarci dal lato opposto in quel momento è bastato sedermi e 2 secondi dopo ho ricevuto aiuto. Questo mi ha fatto alzare e ho ricominciato a muovere un passo dopo l’altro. Non riuscivo ancora a correre ma almeno a camminare ci riuscivo.
Passano altri 2 km e intorno ai 33, proprio quando stavo per fermarmi di nuovo, decido di scrivere su whatsapp nel gruppo dei RuntoFeelBetter.
 
Piovono a valanga gli incoraggiamenti per me. Poi videochiamo mia moglie Stefania che è con mio figlio Enea in Italia.
 
Loro stanno riposando , sono le 14.30 , e quanto mi piacerebbe essere in quel letto con loro in quel momento.
 
Ma entrambi mi dicono di non mollare sorridendomi e di andare avanti.
Enea vuole la medaglia.
Allora gli prometto che gliela porterò.
E mentre glielo prometto mi ricordo di lui, a quasi due anni in braccio a me su quelle scale. E mi ricordo di me.
E mi ricordo di tutte le mattine alle 5 con il freddo quando sono uscito per due anni 4 volte a settimana per allenarmi.
Mi ricordo di tutte le parole scambiate con i miei compagni di avventura i Run To Feel Better.
E mi ricordo di tutti quelli che mi hanno detto: “ Ma chi te lo fa fare” . Ecco qui chi me lo fa fare mi dico!
E ricomincio a camminare accelerando un po’.
Intanto arriva il 38 esimo km e un tedesco, almeno io credo che lo fosse dal suo inglese teutonico, mi urla fissandomi dall’altra parte della strada : “ Hey Run to Feel Better… Close your Mind, Open your heart, smile … and Run”.
Ricorderò il suo volto per sempre.
 
Non ho idea di chi sia ma lo ricorderò.
Perché al 38 esimo km ho ricominciato a correre .
E correvo più veloce della prima fase della gara.
E superavo prima Porta Brandeburgo e poi il traguardo dei 42 finali.
È proprio vero a un RuntoFeelBetter non servono solo le gambe o la testa.

Serve il cuore

Un vero RuntoFeelBetter lo riconosci da quello.
 
Grazie a tutti voi “armata Brancaleone” capitanata da un grande Michele Stefani , un uomo che di cuore ne ha da vendere.
 
E si vede da ciò che ha creato.
E grazie ai miei compagni di avventura berlinesi Saverio e Andrea.
 
Davide Bellanti
 

Oggi puoi fare anche tu il percorso dei nostri ragazzi.

Iscriviti a Run To Feel Better